LEGAMBIENTE
Circolo di Alessandria
Corso Roma 97
Alessandria
Al signor Sindaco
del Comune di Alessandria
Oggetto: Osservazioni al Piano Generale dei Traffico Urbano dei Comune di Alessandria
IMPOSTAZIONE GENERALE DEL PIANO
Il PGTU approvato dalla Giunta Comunale di Alessandria appare, a questa Associazione, fortemente carente in molte sue parti, anche in considerazione della forti aspettative della popolazione e dei tanti e gravi problemi che il tema-della mobilità urbana evoca.
In particolare vogliamo evidenziare come il PGTU dovrebbe affrontare e perseguire quattro obiettivi (punto due delle Direttive del Ministero dei Lavori Pubblici - G.U. n. 77 dei 24/06/95):
1) il miglioramento delle condizioni di circolazione (movimento e sosta);
2) il miglioramento della sicurezza stradale (riduzione degli incidenti stradali);
3) la riduzione dell' inquinamento atmosferico ed acustico;
4) il risparmio energetico.
Di tali obiettivi il PGTU affronta solamente il primo, peraltro in un modo eccessivamente mirato a garantire una fluidificazione del traffico veicolare, ponendo a margine l’utenza pedonale, ignorando quasi completamente l’esistenza di velocipedi, non indagando a sufficienza sull'efficienza del trasporto pubblico. -Il Piano. anziché generale, appare quasi come un piano particolare delle strade per autoveicoli, considerando secondarie le altre forme di mobilità. In pratica quella "scala di valori" proposta dal Ministero (e condivisa da questa Associazione, oltre che, crediamo, dalle persone di buon senso) e che vede alla sommità la circolazione dei pedoni, poi il movimento dei veicoli per trasporto collettivo, infine i mezzi di trasporto privato non è stata, nei fatti, accolta e fatta propria dalla Giunta Comunale. Non essendoci quindi chiarezza sui valori, sugli obiettivi e quindi sulle linee politiche da dare al Piano lo stesso risulta privo di quegli approfondimenti e proposte di intervento che ci sia aspettava.Tra queste proposte ricordiamo, a titolo di esempio, lo studio di alternative temporali cioè di spostamento di domanda di mobilità lontano dalle ore di punta, oppure lo sviluppo di una politica di altemative modali, forme di disincentivazione dell'uso degli autoveicoli e contestualmente la promozione dell'uso di mezzi alternativi.
In sintesi il PGTU rappresenta uno studio con cui non ci si propone di dare una guida politica alla città, ma nel prendere atto di una situazione caotica ed inefficiente, la si accetta in quanto ineluttabile.
CARENZE GENERALI
Si ritiene pertanto il PGTU carente, in linea generale, per i seguenti punti:
a) non viene perseguito adeguatamente l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale (vedi punto 2 della Direttiva citata). In particolare non vengono affrontate le problematiche relative alla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti. A sostegno di questa affermazione ricordiamo che per la situazione da questo punto di vista più critica, rappresentata dalla viabilità lungo Corso IV Novembre, non solo non viene indicata una soluzione ma nemmeno viene avanzata un'analisi. Analogamente viene rimosso il problema dell'utenza scolastica o, cosa altrettanto grave, non vengono verificate le condizioni di assoluto disagio in cui si trovano i portatori di handicap a muoversi in città.
b) on viene perseguito ed analizzato il problema dell’inquinamento atmosferico ed acustico. Sappiamo che ciò è dovuto alla carenza di dati ed informazioni al riguardo, a meno che non si ritengano esaustive le rilevazioni dell'Amministrazione Provinciale di Alessandria e quelle sporadiche dell’USL n. 20 sull’inquinamento atmosferico. Sull’inquinamento acustico poi appare sconcertante che non si sia analizzato il problema esistendo precisi valori limite (DPCM 1/3/91) e, di recente pubblicazione, anche una legge quadro sull’inquinamento acustico.
c) non viene perseguito, analizzato e valorizzato l'obiettivo di un risparmio energetico per la mobilità urbana. Ricordiamo che Alessandria si trova al secondo posto, tra le città capoluogo, per consumo pro-capite di carburanti; tale posizione, scartando l'ipotesi che dipenda dalla ricchezza prodotta in loco, testimonia un sovrautilizzo del mezzo di trasporto privato.
d) nel PGTU alcune scelte vengono motivate con la prospettiva di costruzione di un parcheggio multipiano nell'arca ex tettoie. Essendo il PGTU uno. Strumento di immediata realizzabilità (due anni circa) ci, chiediamo se tale parcheggio sia già stato - previsto; - progettato; - finanziato; - avviato a costruzione.
e) il Piano dovrebbe cominciare a prevedere un' organizzazione della mobilità urbana che determini la formazione di consistenti flussi pedonali; a tali flussi pedonali occorre garantire una serie di condizioni ambientali e di sicurezza in modo da valorizzare, e non mortificare come nella situazione attuale ed in quella pronosticata, le attività socio-economiche proprie dei centri cittadíni-@-da questo punto di vista la previsione di isole pedonali, anche piccole, ma normate in modo rigoroso, appare dei tutto insufficiente anche rispetto alle confuse premesse del piano.
OSSERVAZIONI SPECI:FICEIE
Per quanto riguarda invece le considerazioni più dì dettaglio si avanzano le seguenti proposte cfi lavoro-osservazioni (riferimenti alle pagine della "Relazione Finale e Regolamento Viario):
l) venga valutata la questione "sicurezza dei pedoni" lungo Corso IV Novembre ed in particolare venga valutata la fattibilità di interventi mirati a ridurre la velocità degli automezzi e da garantire la sicurezza dei pedoni in attraversamento
2) venga inserito, sempre per perseguire la sicurezza dei pedoni, e quindi la sicurezza stradale, la questione dell'attraversamento degli spalti, in particolare in zona Ospedale (il sottopasso è stato abbandonato?) ed in zona Borsalino (il passaggio sopraelevato è ancora in progetto?);
3) sia contemplato un capitolo relativo alla possibilità, anche per i disabili, di spostarsi in città con relative ipotesi-programmi di intervento;
4) nel PGTU si riporta, tra gli obiettivi il "recupero delle centralità urbane" (pag. 14), e cioè la creazione di piccole aree pedonali, poste in contrapposizione alla creazione di una grande isola pedonale. Poi, nel dettaglio delle proposte di tali aree quasi non vi è traccia (pag. 25); certo non si può considerare "recupero delle centralità urbane" la creazione di una tale area nei pressi di Santa Maria di Castello; e le altre aree di questo tipo dove sono? Vi è un errore di redazione per cui non sono state nella relazione? Chiediamo che tale obiettivo sia, coerentemente, perseguito anche se riteniamo migliore la soluzione di una isola pedonale più grande. Proponiamo, come centralità urbane da recuperare Piazza Giovanni XXIII, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Don Soria, Piazza San Rocco, via Verdi per la creazione di un percorso pedonale tra Piazza della Libertà e Piazza Garibaldi attraverso l'area dell'ex Ospedale militare.
5) per chiarezza sugli obiettivi crediamo sia da dirimere la contraddizione insita nel Piano tra l'esigenza di "ricondurre l'auto ad un ruolo meno invasivo" e quella di "renderla parte di uno scenario urbano più gradevole e vivibile" (pag. 14). Inoltre appare dubbio che nei Paesi europei esistano molti esempi sulla via che Alessandria intende seguire: infatti nei Paesi Europei (quelli del nord) si segue la via della riduzione dei volumi di traffico privato in circolazione con sostegno all'utilizzo dei mezzi pubblici ed agli spostamenti a piedi o in bicicletta.
6) viene presentato il problema di revisione dei sensi di marcia di alcune vie; a proposito di via Cavour si avanzano una serie di condizioni, tra cui la compatibilità con l'università (non si poteva verificarlo prima?) e l'adozione di interventi di Traffic Calming; a questo proposito sarebbe opportuno in sede di Piano, indicare quale soluzione si vuole attuare.
7) Tra gli obiettivi che dovrebbero essere perseguiti vi è certamente quello dell’utilizzo del mezzo pubblico. A parte che questo aspetto è quasi del tutto dimenticato nel Piano, rileviamo che al contrario di quello che avviene nelle città non solo dell'Europa el nord ma anche in quelle mediterranee, si intende cancellare l’unica corsia preferenziale per mezzi in servizio pubblico; chiediamo che il Piano verifiche, non l'utilità che è cosa ovvia,ma la fattibilità della creazione di più estese corsie dedicate agli autoveicoli pubblici.
8) è singolare che nel confermare a pag.21 i divieti di sosta lungo determinate strade si ricordi la "particolare importanza del suo assoluto rispetto".Compito di un Piano come quello in approvazione non ci pare sia di ricordare ma di assicurare che i divieti siano rispettati ed in tale senso chiediamo di emendare il testo del PGTU con l'indicazione delle misure di controllo che si vogliono attuare.
9) si vogliono creare, o confermare. aree Pedonali Urbane, riteniamo per il famoso "recupero delle centralità urbane"; tuttavia si propongono aree pedonali (via Dante Alighieri e via San Giacomo della Vittoria) a tempo limitatamente al sabato pomeriggio. Si chiede di specificare lo scopo di tali aree a tempo: sono forse zone che diventano "centralità urbane" solo per poche ore la settimana? -
10) per i commercianti e le loro operazioni di carico e scarico vengono previsti stalli protetti da dissuasori mobili. Senza entrare nel merito di questa misura chiediamo che tale sistema o sistema analogo sia messo a disposizione anche per gli stalli dedicati ai portatori di handicap nelle.immediate vicinanze delle loro abitazioni.
11) nel piano si parla di "ridisegno della geometria" di alcuni ambiti comunali senza che di questo siano indicati gli obiettivi.
12) il Piano riporta l'istituzione dì Aree a Velocità Limitata (30 Km/orari); pur apprezzando tale proposta ci permettiamo di rilevare che anche attualmente esistono aree a velocità limitata (50 Km. orari in quasi tutta la città) che però non limitano, di fatto, la velocità dei veicoli. Si chiede di specificare i sistemi che si intendono adottare per realizzare questo intervento e perché tali sistemi non siano attualmente utilizzati per limitare la velocità: ciò nell’ipotesi in cui la determinazione di tali aree non si limiti ad un velleitario auspicio.
13) chiediamo inoltre che vengano identificati percorsi ciclabili protetti all’interno degli spalti in quanto appare priva di significato l'affermazione che essendoci, nel centro cittadino, un divieto a superare i 30 Km/orari, tali percorsi sarebbero superflui. E' del tutto evidente che le biciclette, anziché essere considerati preziosi decongestionatori del traffico, vengono snobbati come fastidiosi elementi estranei al "vivere civile".
14) chiediamo che vengano modificate tutte quelle parti in cui il Piano "suggerisce" (pag. 18, pag. 21, pag. 29, pag. 32) in quanto un Piano generale deve programmare e gestire, e quindi decidere, e non suggerire.
1 5) segnaliamo inoltre quello che crediamo un errore di redazione e cioè l'esclusione di via San Lorenzo dalle aree pedonalizzate. Ritenendo da non penalizzare le attività commerciali della via, chiediamo la sua inclusione nelle aree pedonalizzate.
16) infine vorremmo una conferma sulla tabella relativa al programma degli interventi da attuare ed in particolare sull'istituzione del divieto di sosta per le vie del centro storico con sezione inferiore a metri 7.00: è confermato che sarà istituito entro tre mesi dall'approvazione del PGTU da parte del Consiglio Comunale?
Certi che queste nostre osservazioni verranno vagliate e discusse, inviamo distinti saluti.
il Presidente