
Al Sindaco di Alessandria
C/o Municipio di Alessandria
15100 Alessandria AL
Alessandria, 09/07/2004
Oggetto: Osservazioni e proposte ai sensi degli artt. 15,17 L.R.Piemonte 56/1977 al progetto preliminare di variante strutturale al PRGC. (Deliberazione Consiglio Comunale di Alessandria n. 25/4/722 del 08/03/2004)
Le presenti osservazioni vengono avanzate, tra l’altro, nello spirito di una gestione equilibrata del territorio, che tuteli il carattere di naturalità dello stesso, ne conservi la porzione destinata all’agricoltura e rispetti e valorizzi le valenze culturali ed archeologiche dello stesso.
Legambiente ha sempre riconosciuto come fattore positivo la percentuale di territorio Alessandrino destinato ad uso agricolo, che purtroppo si è in questi anni via via ridotta, e queste osservazioni intendono per l’appunto evitare che questa riduzione diventi eccessiva ed eccessivamente penalizzante per le attività agricole e per la qualità ambientale del territorio.
Va infatti osservato che in questi anni ampie zone sono state stornate dall’uso agricolo ad altri usi: aree industriali ed artigianali, zone edificabili e residenziali, tangenziali od altre infrastrutture, etc
Riteniamo inoltre negativo dal punto di vista ambientale e della qualità della vita, in particolare per la popolazione residente nella zona, la realizzazione di un aeroporto di categoria superiore a quello attualmente esistente sul territorio comunale di Alessandria.
1 - Superficie necessaria per il trasferimento dell’attuale Aeroporto.
La nostra stima per il trasferimento dell’attuale aeroporto è che sia sufficiente un’area di gran lunga inferiore a quella prevista dalla variante in oggetto come zona aeroportuale . Il fatto di impegnare un’area di 1.800.000 mq . ci risulta come un impegno eccessivo del territorio, che va a penalizzare la vocazione agricola dello stesso.
Lo stesso programma di governo proposto dall’attuale Amministrazione, alla voce Agricoltura, recita: "…l’Amministrazione comunale deve promuovere, insieme alle Associazioni di rappresentanza, la corretta gestione del territorio e il rispetto delle zone tradizionalmente vocate all’agricoltura".
E la tradizione agricola della zona è confermata dalla stessa Relazione d’impatto ambientale, che al punto aspetti socioeconomici recita:
"La variazione di destinazione d’uso del territorio in analisi interessa particolarmente il settore primario, sia nelle sue implicazioni di uso del suolo che nei riflessi socioeconomici.
Per quanto attiene la componente socioeconomica è evidente l’effetto di rottura che si determina sull’unità produttiva che storicamente colonizza il territorio rurale: l’azienda agricola.
L’attività primaria, ormai consolidata da secoli, sull’area si concretizza, a livello produttivo, attraverso i delicati equilibri d’impresa che caratterizzano le aziende agricole operanti sul sito in oggetto"
Il fatto inoltre di utilizzare un’area così vasta rischia di stornare possibilità economiche di investimento destinabili ad altri interventi, quali l’acquisizione dell’area destinata al Parco Ghandi, la gestione pubblica dello stesso, etc.
Nel caso di conferma del trasferimento dell’aeroporto, richiediamo che la definizione dell’area da destinare a zona aeroportuale sia perfezionata solo dopo aver acquisito un progetto che consenta di definire chiaramente l’area necessaria.
Richiediamo inoltre che vengano meglio chiarite le previsioni di potenziale espansione futura dell’aeroporto riportate al punto d della Sintesi delle ipotesi prevedibili di insediamento di aziende di trasporto e logistica in relazione allo sviluppo territoriale di una piattaforma logistica,
che riportiamo:
" d - Accesso a infrastrutture aeroportuali
La disponibilità di accessi ad infrastrutture aeroportuali è fondamentale per la promozione di insediamenti di corrieri o di operatori logistici particolarmente focalizzati sulle consegne urgenti e sugli scambi internazionali.
La presenza di un aeroporto commerciale non è comunque vincolante per l’avvio dell’area a destinazione logistica, e la sua predisposizione dovrà essere valutata una volta caratterizzata l’area con insediamenti operativi e studiato con attenzione l’impatto che un aeroporto avrebbe sul benessere della popolazione.
L’Amministrazione Comunale ha individuato nella porzione di territorio ad ovest di Villa del Foro il sito ideale per la rilocalizzazione dell’Aeroporto Bovone, oggi troppo vicino ad edifici residenziali e occupante un’area destinabile a parco.
Non vi è nulla di definito sulla possibilità di estendere la lunghezza della pista (ad oggi prevista di 800 m) per l’atterraggio di voli commerciali; una decisione dovrà essere presa in futuro sulla base delle richieste di operatori già insediati e di approfondite verifiche sull’impatto ambientale e sui disturbi arrecati alle popolazioni abitanti nelle zone limitrofe""
2 - Gasdotto.
Nei vari elaborati allegati alla delibera di approvazione della variante non abbiamo trovato cenno, salvo ns. errore, al gasdotto SNAM che interessa sia l’area destinata a zona aeroportuale sia l’area destinata ad area produttiva, e neppure alle eventuali normative di sicurezza che normino l’interazione di un gasdotto con le varie opere previste, in particolare aeroportuali.
3 – Piano territoriale provinciale
Si richiede un maggiore approfondimento delle previsioni e prescrizioni del Piano Territoriale Provinciale, in particolare per quanto riguarda la destinazione ad uso agricolo del territorio e la ripartizione delle destinazioni d’uso dell’area interessata .
Si richiede che le zone a rischio archeologico eventualmente interessate siano stralciate integralmente e ricondotte a parco archeologico o ad uso agricolo.
4 - Fascia di rispetto con funzione a verde pubblico
Si richiede che la fascia di rispetto abbinata al perimetro destinato ad attività produttive e deposito sia destinata non a verde pubblico ma mantenuta a destinazione agricola, ove i termini di legge lo consentano.
Questo per evitare un’ulteriore penalizzazione delle attività agricole.
Nel caso gli standard urbanistici rendessero obbligatoria la destinazione a tale uso di un’area di queste dimensioni, si chiede di ipotizzare una migliore ripartizione dell’area stessa allo scopo di ottimizzarne le possibilità di fruizione da parte della cittadinanza.
Si richiedono inoltre precisazioni sulla destinazione effettiva dell’area alla luce del punto f della Sintesi delle ipotesi prevedibili di insediamento di aziende di trasporto e logistica in relazione allo sviluppo territoriale di una piattaforma logistica,
che riportiamo:
"f – ESPANDIBILITA’
In fase di pianificazione territoriale è necessario prevedere i fabbisogni di aree su un orizzonte di almeno 15-20 anni, allo scopo di non pregiudicare le attività delle aziende insediate per mancanza di spazio.
Risulta quindi fondamentale pianificare il progresso dell’iniziativa, definendo scenari di massimo successo e le relative aree necessarie.
La variante al PRG attualmente in discussione prevede la destinazione ad uso industriale (logistico) di un’area di circa 800.000mq, all’interno di un’area di 3.000.000mq per la quale non verranno concesse autorizzazioni di edificabilità e che saranno riservate a verde pubblico. In questo modo si potranno estendere le aree per uso logistico progressivamente, senza realizzare infrastrutture prima che ve ne sia l’effettiva necessità e comunque garantendo l’espandibilità dell’area anche nel caso di grande successo dell’iniziativa."
5 - L.R. 56/77
Si richiedono integrazioni agli elaborati in relazione alla L.R. 56/77, ed in particolare agli art. dal n. 11 al n. 17, che prevedono il preventivo esame delle necessità di carattere economico, produttivo e occupazionale del territorio.
6 -Traffico veicolare pesante.
Non appare sufficiente la valutazione dell’impatto relativo all’inquinamento atmosferico ed acustico del traffico veicolare pesante derivante dall’attività della zona produttiva, né dei relativi flussi.
Si segnala a tale proposito che:
La Giunta Regionale Piemonte con deliberazione n. 14-7623 del 11 novembre 2002 ha individuato le zone in cui possono verificarsi episodi acuti di inquinamento atmosferico che, tra gli altri, comprendono lo stesso Comune di Alessandria, ed i Comuni di Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona, Valenza assegnati alla Zona 1 (la peggiore), la quale raggruppa convenzionalmente i Comuni per i quali la valutazione della qualità dell’aria nell’anno 2001 stima, anche per un solo inquinante, valori superiori al limite stabilito dal D.M. 60/2002 aumentato del margine di tolleranza.
-il rapporto Ecosistema urbano segnali costantemente la provincia di Alessandria ai vertici nazionali per il consumo di carburanti.
7 – Rischio alluvionale
Pur essendo la zona nella fascia di rischio C, non sono stati predisposti modelli matematici che possano prevedere l’impatto sulla zona interessata dal ripetersi di eventi analoghi all’alluvione del novembre 1994 alla luce della nuova sistemazione del Fiume Tanaro.
La scrivente associazione si riserva di completare ed integrare le presenti osservazioni.
Distinti Saluti
Circolo La Melarancia di Legambiente
Alessandria