Dal quotidiano La Stampa di Torino Del 7/8/2002  
GLI ACCUSATI REPLICANO: SI TRATTA DI QUANTITAŽIRRILEVANTI 
«Vendute sementi transgeniche» 
Denunciate per frode 10 aziende biotech 

TORINO 
Frode in commercio e violazione del decreto legislativo 
212/01, che disciplina la vendita in Italia di sementi 
geneticamente modificate. Sono le accuse che la Procura 
di Torino muove a una decina di grandi aziende di 
biotecnologie agricole che nei mesi scorsi avrebbero 
immesso sul mercato nazionale tonnellate di sementi di 
granturco transgenico, allŽinsaputa dei coltivatori che 
le hanno acquistate. Nel mirino del procuratore aggiunto 
Raffaele Guariniello sono finiti i responsabili italiani 
di alcune fra le maggiori multinazionali del settore, 
come le americane Monsanto e Pioneer Hi-Bred, lŽelvetica 
Syngenta e la francese Verneuil. Ai primi due è stato 
anche inviato un avviso di garanzia in cui si ipotizza 
la violazione dellŽarticolo 650 del codice penale, cioè 
lŽinosservanza di un provvedimento dellŽautorità. 
Secondo il magistrato torinese, Monsanto e Pioneer si 
sarebbero rifiutate di sospendere la diffusione delle 
sementi sospette, come richiesto dal Ministero delle 
Politiche Agricole in attesa che si completassero le 
analisi. LŽinchiesta di Guariniello ha preso il via da 
un campionamento per verificare lŽeventuale presenza di 
Ogm, svolto nei mesi scorsi dallŽEnse, lŽente pubblico 
di controllo delle sementi. Su un centinaio di sementi 
di mais prese in considerazione, i ricercatori hanno 
scoperto tracce di organismi geneticamente modificati in 
una cinquantina di casi, allŽinterno di sacchi di 
granturco proveniente da Stati Uniti, Canada, Turchia e 
Ungheria. Sulle confezioni, tuttavia, il mais era 
indicato come «semente tradizionale», cioè priva di Ogm. 
In attesa delle controanalisi (che hanno poi confermato 
i dati del primo controllo), il Ministero delle 
Politiche Agricole ha chiesto con una circolare alle 
aziende produttrici di sospendere la commercializzazione 
del granturco, ma non tutti hanno accettato. Monsanto e 
Pioneer avrebbero risposto di non fidarsi delle analisi 
dellŽEnse, aggiungendo inoltre che ormai la maggior 
parte delle sementi era già stata messa in coltura sia 
in Italia che allŽestero. Di qui lŽulteriore accusa di 
inosservanza di provvedimento dellŽautorità. «Non 
abbiamo mai sostenuto lŽinattendibilità delle analisi 
dellŽEnse - si difende il portavoce della Monsanto, 
Edoardo Ferri - ma abbiamo chiesto di effettuare analisi 
di tipo quantitativo, le uniche in grado di accertare la 
presenza di Ogm in sementi tradizionali». Secondo la 
multinazionale americana, la presenza di sementi 
transgeniche era «accidentale e minima, inferiore allo 
0,1 per cento». «In agricoltura il concetto di purezza 
assoluta non esiste - aggiunge Ferri - la produzione di 
sementi avviene nei campi e non in camere sterili, senza 
contare le fasi di stoccaggio e di trasporto». Per 
Leonardo Vingiani, direttore dellŽAssobiotech 
(lŽassociazione che raggruppa le industrie 
biotecnologiche), «In Italia circolano le stesse sementi 
commercializzate in tutta lŽUnione Europea, con i più 
elevati standard di sicurezza e qualità, ma solo da noi 
vengono messe sotto inchiesta. Mi auguro che il 
ministero Alemanno chiarisca al più presto alla 
magistratura il significato della circolare tecnica dei 
mesi scorsi». Soddisfazione invece fra gli 
ambientalisti. LŽex ministro delle Politiche Agricole 
Alfonso Pecoraro Scanio, annuncia che «i Verdi si 
costituiranno parte civile nellŽeventuale processo sulle 
sementi Ogm illegalmente diffuse nel nostro Paese»; 
mentre la senatrice Loredana De Petris (Verdi) si augura 
che lŽindagine della Procura di Torino «Consenta di 
mettere in luce le gravi responsabilità penali delle 
imprese multinazionali, che importano deliberatamente 
nel nostro Paese sementi transgeniche, nonché le carenze 
di controlli alle frontiere, che non consentono di 
bloccare e rispedire al mittente le partite 
contaminate». 
Giorgio Ballario