LEGAMBIENTE

LIGURIA
PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

 

 

20 Aprile 2006                                                                                              Comunicato Stampa

 

Terzo Valico Milano-Genova

 

Legambiente partecipa alla manifestazione indetta dai Comitati Piemontesi e Liguri No-Tav Terzo Valico,  sabato 22 aprile 2006

 

Il progetto del Terzo Valico non è una  priorità per il rilancio del trasporto ferroviario tra Genova e i corridoi europei!

 

 

Da oltre 20 anni il Progetto del Terzo Valico ferroviario è al centro della discussione sui trasporti in Italia. Intorno all’opera si sono radicati interessi economici, un consenso in larga parte trasversale agli schieramenti politici ma anche contestazioni delle popolazioni costrette a subirlo e forti critiche da parte di  economisti dei trasporti. Nel frattempo il progetto ha visto lievitare i costi, fino all’approvazione del progetto definitivo dell’opera da parte del Cipe lo scorso 21 Marzo: 4,979 miliardi di Euro di spesa per un tracciato di 54 chilometri ad “Alta Capacità” nel quale non è compreso il tratto di pianura verso Torino e Milano.

Ancora una volta – affermano Stefano Sarti, presidente Legambiente Liguria e Vanda Bonardo, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – siamo costretti ad assistere ad una discussione attorno ad un'opera altamente impattante che, nella direzione di rilancio della ferrovia, sicuramente rischia di essere fine a sé stessa. L'intervento è al di fuori di una seria e articolata politica del trasporto ferroviario che riguardi innanzi tutto le merci dal porto di Genova, ma anche il rafforzamento del servizio passeggeri tra Liguria, Piemonte e Lombardia, e i collegamenti per i pendolari. E’ un grossolano errore pensare che  l’attuale progetto Terzo Valico ferroviario sia la soluzione del trasporto ferroviario tra Genova e l’Appennino”. I motivi sono scontati. Se si vuole accorciare i tragitti tra Genova e Milano, sia passeggeri che merci, è perlomeno curioso che si cominci con i tratti più costosi e complessi e invece non si prevedano interventi sulla linea storica in pianura dove la media di velocità è oggi come un secolo fa di 100 km l’ora. Se si vuole dare una prospettiva al trasporto ferroviario delle merci è assurda l’assenza di un collegamento che permetta ai treni merci provenienti dalla linea Tirrenica di evitare di passare attraverso le stazioni di Brignole e Piazza Principe per collegarsi al Porto di Voltri.

Le stesse due linee esistenti di collegamento da Genova verso Ovada-Alessandria e verso Novi Ligure e poi Milano e Torino, risalenti al XIX secolo,  hanno ancora ampi margini di utilizzo in una prospettiva di sviluppo dei traffici . Così come è necessario completare quanto prima il raddoppio della linea da Genova a Ventimiglia, l’adeguamento delle gallerie nella linea verso Ovada e Alessandria, tutti  interventi  in forte ritardo.E’ totalmente assente  un’idea complessiva di gestione dei porti .

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“In un momento di difficoltà di investimenti pubblici – proseguono Sarti e Bonardo - il buon senso ci chiede di spostare il dibattito politico dal progetto Terzo Valico verso un serio e aperto confronto sulle priorità e le strategie che subito e in prospettiva si devono mettere  in campo per rilanciare il trasporto ferroviario. Partendo da una indispensabile decisione di trasparenza: sciogliere il General Contractor scelto senza gara e gestire le procedure con criteri di trasparenza e partecipazione democratica, come previsto dalle Direttive europee.”

 

Legambiente ritiene che vadano subito affrontati i problemi strutturali del nostro sistema dei trasporti, a partire dallo squilibrio a vantaggio del trasporto su gomma, e che ci sia un impellente bisogno di una politica dei trasporti che guidi la scelta degli interventi e selezioni le priorità per l’adeguamento e il miglioramento delle attuali condizioni della rete infrastrutturale. Occorre dunque fare chiarezza negli obiettivi della politica dei trasporti, stabilire priorità, interventi e risorse, politiche tariffarie per favorire concretamente lo spostamento del trasporto dalla strada alla ferrovia.

“E’ evidente che per rispondere a questo quadro di problemi - concludono Sarti e Bonardo - non sono prioritarie le opere, al contrario servono politiche in grado di invertire tendenze, in grado di rilanciare il trasporto intermodale legato ai porti, offrire condizioni di competitività per il traffico merci ferroviario lungo le direttrici europee e nazionali. Ma soprattutto serve un’idea di futuro per il Nord-Ovest italiano a cui legare le scelte per i trasporti.”

 

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